Alimentazione e acidosi latente

Argomento alquanto scabroso e ostico da trattare.
Scabroso in quanto le opinioni della medicina ufficiale, cioè quella con cui tutti noi abbiamo a che fare in caso di bisogno, su tale argomento, sono per lo più o di indifferenza o di assoluta contrarietà. La medicina ufficiale riconosce che esistono problematiche serie, qualora si vada in acidosi o alcalosi conclamate, cioè rilevabili con esami ematici, ma non riconosce e di conseguenza non affronta quella latente. E’ bene sapere che quando gli esami ematici rivelano situazioni di tal genere vuol dire che il corpo non è più in grado di auto-correggere (leggi la capacità di omeostasi del corpo ) la disfunzioni e l’intervento medico diventa necessario.  


Prima di addentrarci nell’argomento sarà utile rinfrescare qualche nozione di biochimica .
Chimicamente un acido è un composto che libera ioni (singoli atomi o molecole caricate elettricamente) idrogeno (H) quando sono in soluzione acquosa. Un alimento acidificante non ha necessariamente un gusto acido: difatti, il limone che ha un gusto acido è un alimento alcalinizzante, mentre la carne e i cereali, che non hanno un gusto acido, sono cibi acidificanti.
Le basi sono sostanze che, immerse nell’acqua, non liberano affatto ioni idrogeno, o se lo fanno la quantità liberata è molto modesta.
Nel nostro corpo esiste un equilibrio acido-base che interviene in ogni momento ed è un meccanismo di compenso metabolico-biologico che consente al Sistema corpo, di mantenere costanti le funzioni vitali dell’organismo.
Nelle cellule, per effetto del catabolismo, si ha una continua produzione di ioni idrogeno che devono essere rimossi velocemente perché nocivi, e i meccanismi utilizzati sono:

  • Quello che viene chiamato sistema tampone acido-base, che si attiva in frazioni di secondo. Il più importante è il sistema bicarbonato/acido carbonico perché è presente in tutti i liquidi organici in quantità maggiori rispetto agli altri e perché è l’unico ad avere due vie di sfogo: una rapida attraverso i polmoni trasformandosi in anidride carbonica e l’altra più lenta attraverso i reni (fig.1)
  • I polmoni attraverso la variazione di ventilazione, modificabile nell’arco di pochi minuti,  consentono di variare la velocità di rimozione dell’anidride carbonica
  • I reni attraverso l’eliminazione di urina acida o alcalina. Tale eliminazione ha tempi meno rapidi, in genere ore e giorni, consente di eliminare una maggior quantità di acidi o basi.

L’acidosi metabolica si produce quando, superati i meccanismi di compenso, si verifica una riduzione del pH (tale simbolo seguito da un numero che va da 0 a 14, è la misura dell’acidità ) ematico. E come già detto, quando si ha una variazione del pH ematico siamo in una condizione clinica molto grave, usualmente associata a malattie come il diabete scompensato o l’insufficienza renale.
Si è soliti pensare solamente a questa acidosi, cioè quella rilevata dal pH ematico, ma esiste una condizione meno grave ma molto insidiosa definita come : acidosi latente

 

Fig. 1

Tale acidosi si associa ad una modesta riduzione  del pH ematico, che è ancora nei limiti, ma si avvicina al valore inferiore dell’intervallo fisiologico e ciò evidenzia che le capacità tampone del corpo sono carenti o compromesse.
L’alterazione  dell’equilibrio acido-base inizia a livello cellulare e si estende, in una seconda fase alla matrice extra-cellulare. Matrice che costituisce l’area di trasmissione e di comunicazione tra le cellule, essendo costituita da capillari, terminazione nervose, collagene….ecc.
Tale gel, di questa matrice, è un sistema fondamentale per l’organismo, è zona di passaggio e di interazione dei prodotti del metabolismo tra cellula e ambiente esterno. La matrice è intimamente legata alla salute della cellula e la capacità di ripulirla dalle scorie metaboliche (detossinazione) è elemento fondamentale per mantenere in “salute” la cellula.
L’equilibrio acido-base non è importante solamente per ottimizzare i processi metabolici, ma è fondamentale per la salute di questa matrice extra cellulare.
In condizioni di acidosi, le reazioni enzimatiche vengono ostacolate ed i prodotti di scarto e le tossine tendono a rimanere intrappolate in questa matrice.
Questo determina infiammazione e disfunzione cellulare. Si crea un circolo vizioso: l’acidosi latente genera infiammazione, a propria volta, infiammazione genera acidosi latente.
In questa situazione, nel tentativo di ridurre l’infiammazione, la matrice si imbibisce d’acqua, peggiora il proprio funzionamento e possono comparire sintomi dolorosi.
L’acidosi latente è una condizione molto più frequente dell’acidosi metabolica e il processo di instaurazione è lento. Finché l’organismo possiede, sali minerali, vitamine e antiossidanti per tamponare lo scompenso ed eliminare gli acidi prodotti si mantiene in salute.
Successivamente, in un periodo di tempo che può durare anche anni, si scompensa portando a sintomi variegati. Non si tratta mai di segni o sintomi acuti, ma di un corollario sintomatologico aspecifico.
Pur trattandosi di una situazione meno grave dell’acidosi metabolica, nel tempo i disturbi metabolici si instaurano e diventano importanti, con conseguenze fisiologiche negative per la salute. (fig.2)

 

Fig. 2

E’ molto importante mantenere costante il pH (fig.3 e 4)

 

L’acidosi latente coinvolge il connettivo (è uno dei quattro tessuti che compongono il corpo. Ha la funzione di provvedere al collegamento, al sostegno e nutrimento di altri tessuti dei vari organi) presente i tutti i tessuti e in tutti gli organi; da ciò si capisce come questa acidosi latente può diffondersi .
Le cause principali di questa acidosi latente sono i pattern (schema) dietetico tipico dei paesi industrializzati e i processi di invecchiamento, col conseguente peggioramento della funzionalità renale.

 

 

La dieta rappresenta sicuramente il fattore su cui è possibile intervenire con maggiore incisività.
Le cattive abitudini alimentari possono essere individuate e corrette in maniera molto più efficace rispetto agli altri fattori che influenzano negativamente l’equilibrio acido-base.
Frutta e verdura contengono livelli elevati di Sali organici di Potassio e Magnesio, nonché numerosi minerali alcalinizzanti. Questi ioni, nei processi metabolici nei quali vengono coinvolti tamponano (cioè neutralizzano) gli acidi aumentando in tal modo l’alcalinità dell’ambiente corporeo.
A tale proposito è utile introdurre uno “strumento” di misura dell’acidità degli alimenti : il PRAL.
Il PRAL ( dall’inglese Potenzial Renal Acid Load) permette di stabilire in modo preciso il carico acido dei cibi, ossia il loro effetto acidificante o alcalinizzante sull’organismo. Tale indice di acidità degli alimenti è stato determinato scientificamente dall’analisi delle urine, tali valori misurati sono legati al residuo acido o alcalino dell’alimento assunto. I valori positivi di PRAL rivelano un eccesso di acidità, quelli negativi indicano un eccesso di alcalinità. In tal modo si è costruito una tabella in cui più il PRAL è elevato (valori positivi) e più l’alimento è acidificante; al di sotto dello zero i cibi sono alcalinizzanti (valori negativi).
Conviene chiarire bene i valori del PRAL perché si tratta di quantità di acidi o alcalini per 100 grammi di alimento. Noi raramente consumiamo questa quantità esatta di un dato cibo. Per esempio, 300 g di carne saranno molto acidificanti, sebbene non sia una porzione enorme; per compensare questa acidità, bisognerà consumare moltissima frutta e verdura. Quindi sarà necessario che il vostro piatto sia composto dal 70% di cibi con PRAL negativo.
In genere ogni pasto deve essere composto per il 70% di cibi alcalini e per il 30% di cibi acidi. Esistono delle tabelle rintracciabili facilmente su internet con tutti gli indici PRAL degli alimenti.
Con tali tabelle è possibile stilare un bilancio preventivo del potere acidificante o alcalinizzante del vostro pranzo o cena o colazione. Ci si deve orientare verso un bilancio lievemente alcalinizzante e mai acidificante, tenendo conto anche delle quantità ingerite (vedi definizione di PRAL)

Inoltre è bene chiarire ch i cibi acidificanti o alcalinizzanti non sono per nulla legati alla qualità del cibo. Si ha la tendenza a pensare che solo i cibi di cattiva qualità sono quelli che generano un residuo acido, ciò è falso. L’esempio del pane è emblematico: si pensa che il pane a base di farina bianca è acidificante mentre quello a base di farina integrale è alcalinizzante. E’ falso !!!. Entrambi hanno un residuo acido. (il primo ha un PRAL +8, l’altro +4 )

Quando il grado di acidità del sangue rimane stabile, l’urina ha fluttuazioni notevoli di pH che fisiologicamente deve rimanere all’interno della striscia blu che vedete nel grafico di fig. 4.
Potete misurare da voi il vostro livello di acidità utilizzando strisce reattive per il pH urinario vendute anche in farmacia. E’ necessario ripetere le misurazioni per almeno una settimana poiché i risultati possono variare in funzione della alimentazione. Lo schema delle misure è il seguente:

 

1-prima di colazione

2- 1h dopo colazione

3-prima di pranzo

4- 1h dopo pranzo

5- prima di coricarsi

 

E’ dall’inizio del XX secolo che un nutrizionista svedese ( dott. Ragnar Berg) studiò il contenuto minerale dei cibi e il loro assorbimento ed eliminazione nell’uomo.  Come già detto l’acidosi latente è una patologia diffusa nei paesi industrializzati e strettamente connessa all’alimentazione.  Alimentazione che può essere facilmente modificata per ridurre o annullare quelle “malattie del benessere” o della “pancia piena” che la nostra struttura sociale ha introdotto.

In pratica:

  • Consumare in abbondanza verdure, ortaggi e frutta (verdure e ortaggi in tutti i pasti, la frutta meglio negli spuntini)
  • Scegliere frutta e verdura di stagione. Complessivamente frutta e verdura dovrebbero rappresentare il 70% della quantità di alimenti assunti nella giornata.
  • Per i carboidrati, meglio quelli integrali, alternando con riso, mais, grano saraceno, quinoa, amaranto e miglio. Avendo un lento rilascio non danno un picco glicemico.
  • Limitare lo zucchero, i succhi di frutta ed i prodotti di pasticceria. Oltre ad acidificare notevolmente danno un picco glicemico dannoso per l’organismo.
  • Limitare le proteine animali sia in quantità che in frequenza
  • Alternare le proteine animali con quelle vegetali (ceci, lenticchie,fagioli, piselli e soia…)
  • Limitare il latte e i latticini
  • Limitare i grassi, usare l’olio extra-vergine
  • Bere molta acqua. Non dimenticate che l’acqua è un alimento !!!  (preferibile bere quelle che hanno un pH lievemente alcalino: guardate le etichette che per legge, come per tutti gli alimenti, riporta la composizione…..ecc)
  • Rispettare gli orari dei pasti. Vi è una regola semplice, ma ostacolata dai tempi del vivere quotidiano e dalla nostra struttura sociale, ed è : colazione da RE, pranzo da Principe e cena da Povero. (cenare alle 21 o alle 22 è biologicamente scorretto )
  • Praticare attività fisica per 1 h al giorno
    Tale attività deve essere aerobica e protratta per almeno 30’. Camminare, andare in piscina, andare in bicicletta, correre, arrampicare…..

 

 

Angelo Baroni -  
Osteopathic Manual Therapy
Sports Performance Testing